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Mercoledì, 28 giugno 2017


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L'archivio della Famiglia Trento

Giorgetta Bonfiglio-Dosio

Stemma di famiglia

Stemma di famiglia

La famiglia Trento, radicata nell’area del Basso Vicentino, è ricordata solo fuggevolmente dagli storici, forse proprio perché fino ad oggi i documenti da essa prodotti non erano facilmente disponibili.

Il conte Decio Agostino Trento Testa, che morì il 27 marzo 1804, lasciò tutti i suoi beni alla moglie, Faustina Papafava, figlia di Francesco cavaliere e commendatore di Santo Stefano (1714-1790) e di Caterina Antonini. A sua volta Faustina morì, senza eredi diretti, l'11 marzo 1817 e destinò i suoi beni, comprendenti anche l'eredità Trento, ai due nipoti Francesco e Alessandro, figli del fratello Giacomo (1740-1785) sposatosi il 18 febbraio 1776 con Arpalice di Brazzà. Queste vicende matrimoniali e familiari spiegano la ragione per la quale i documenti Trento sono confluiti, insieme ai beni, nella famiglia Papafava Antonini.

pagina di Catastico

Pagina di Catastico

Parte dell’archivio Trento, alla fine del secolo XVIII, fu organizzata secondo i metodi diffusi in quel periodo: i documenti sciolti furono rilegati in 212 volumi, denominati "tomi", seguendo criteri che tenevano conto del contenuto, e poi analiticamente descritti dal notaio padovano Francesco Giordani in tre corposi registri, chiamati "catastici", attualmente contrassegnati con i numeri 224, 225 e 225. Il notaio predispose anche un indice “tripartito” dei nomi di persona e famiglia, di località e di tipologia documentaria (reg. 227).

Poiché lo strumento descrittivo predisposto dal notaio settecentesco è perfettamente funzionante e consente di conoscere in modo puntuale i contenuti informativi dei documenti, si è deciso di riprodurre il catastico e l'indice, che costituiscono un apprezzabile e preciso strumento per consentire le ricerche degli studiosi sul materiale della famiglia vicentina.

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