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Domenica, 30 aprile 2017


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La società anonima

- Giorgetta Bonfiglio Dosio -

Appena finita la prima guerra mondiale, lo scenario politico ed economico a Zara era molto preoccupante e incerto. Francesco Salghetti-Drioli temeva soprattutto due cose: le difficoltà di approvvigionamento della materia prima (le marasche), che proveniva da terre allora governate da uno Stato estero rispetto alla Zara divenuta italiana, e la crisi finanziaria causata dalla svalutazione del fiorino austriaco, poi soppiantato in città dalla lira italiana.

Si decise perciò di trasformare la ditta familiare in una società anonima, comunque controllata dalla famiglia, finalizzata a rinforzare il capitale occorrente per proseguire la produzione. Paradossalmente, l’attività in un contesto statale e con soci italiani si rivela più perigliosa e difficile rispetto a quella svolta durante i precedenti differenti governi: situazione poco piacevole considerata la dedizione alla causa italiana dimostrata dalla famiglia nel corso dell’Ottocento. Si può supporre che proprio l’amarezza per la deludente vicenda societaria abbia rafforzato la determinazione di continuare e approfondire le ricerche sulla storia del maraschino e della Drioli, per esaltare la persistente qualità dei prodotti e affermare la rilevanza storica della famiglia.

La società fu costituita il 22 aprile 1921, ma le trattative erano iniziate qualche mese prima.